T-shirt: la lunga storia di un capo unisex

Ha da poco compiuto 100 anni ma ancora oggi, la T-shirt è il capo di abbigliamento più diffuso a livello mondiale. Con la sua vocazione informale e unisex, è un indumento tanto semplice quanto sempre fortemente rivoluzionario in tutto il corso della storia della moda.

Amata o odiata, la T-shirt è un capo senza colletto e senza bottoni, a maniche corte o lunghe, che veste indistintamente donne e uomini e si presenta in una variante infinita di modelli, più o meno costosi, facendosi spesso veicolo di messaggi, idee e valori.

Ma qual’è la sua storia?

La T-shirt nell’età antica

Per risalire alle origini della T-shirt bisogna tornare molto indietro nel tempo. Alcune fonti ci informano che le prime T-shirt siano state indossate addirittura dalla civiltà Etrusca e che sia possibile riscontrare capi di abbigliamento analoghi, con maniche di diversa lunghezza, anche nel periodo rinascimentale. Altre fonti invece fanno risalire la nascita della T-shirt alla fine dell’800, quando fu creata per essere usata come abbigliamento intimo o da lavoro dagli uomini. I primi ad indossare una variante molto simile al modello contemporaneo, caratterizzata dalle tipiche righe.

La seconda guerra mondiale

Ma l’anno che rimarrà per sempre nella storia delle magliette sarà il 1940, quando durante la Seconda Guerra Mondiale, le Forze armate statunitensi adottarono la T-shirt girocollo come parte della divisa per i propri uomini. Esattamente da allora l’uso della maglietta si diffuse largamente in tutta Europa, e nel 1942, il magazine “Life” sceglie come immagine di copertina proprio un soldato americano che la indossa.

Copertina del magazine Life del 1942

 

Gli anni Cinquanta e il cinema

Gli anni Cinquanta, furono un momento di grande diffusione delle T-shirt, che iniziarono ad essere indossate anche come indumento d’abbigliamento all’infuori dell’utilizzo intimo o da lavoro.
La loro intensa diffusione in Italia e in tutto il resto del mondo fu determinata dalla moda americana che si propagò attraverso il cinema, grazie a icone come Marlon Brando in Un tram chiamato desiderio o James Dean in Gioventù bruciata.

 
James Dean & Marlon Brando che indossano una T-shirt sul set 

 

Le T-shirt, rigorosamente bianche, divennero un must per la moda dell’epoca, un capo d’abbigliamento comodo e versatile, perfetto da indossare sopra un paio di jeans. E il merito fu tutto di questi due sex symbol.

E se tra gli anni cinquanta e sessanta ad essere indossate erano più che altro T-shirt interamente bianche, alla fine degli anni settanta iniziò a prendere piede la moda di indossare magliette colorate, ad esempio iniziarono ad essere usate nelle divise di squadre di calcio o di football americano.

Dagli anni ottanta a oggi

Fu a partire dagli anni ottanta che la maglietta si impose come capo d’abbigliamento creativo e veicolo comunicativo attraverso disegni e scritte ornamentali. Indossare una T-shirt significava voler trasmettere il proprio pensiero, un preciso messaggio, quello veicolato dalla  T-shirt stessa.

Molte aziende iniziarono anche a diffondere i loro messaggi pubblicitari, politici e geografici attraverso le magliette. Basti pensare ad esempio alle T-shirt con i nomi di città sulle magliette prodotte dai vari Hard Rock Cafe del mondo, vendute come souvenir.

La Nike, che inizialmente si chiamava Blue Ribbon Sport fu la prima azienda a sperimentare l’alto potere di marketing di una T-shirt, iniziando a produrne in grandi quantità esclusivamente con il proprio logo.

Un’ottima intuizione che fu imitata da tanti altri colossi americani come Play Boy, Coca Cola, Walt Disney e molti altri.

Oggi la T-shirt stampata è diventata di uso quotidiano, assai diffusa fra i giovani e fra gli adulti, indossata sia in estate che in inverno ed è prodotta in moltissimi modelli diversi sia per forma che per colore. Non c’è dubbio che sia il prodotto di abbigliamento più diffuso al mondo.

Le origini del nome T-shirt, come la conosciamo al giorno d’oggi

Le teorie sul suo nome sono molteplici. C’è chi attribuisce il nome T-shirt alla forma della maglietta e precisamente a forma di “T”, mentre altri lo attribuiscono al fatto che venisse usata nelle sessioni di allenamento dei soldati americani durante la guerra mondiale e che quindi la parola deriverebbe da “Training shirt”. Un’altra teoria sostiene invece che il nome potrebbe derivare da “Tee”, cioè “amputato” riferendosi al fatto che maniche siano tagliate, a differenza di una camicia.